Release party | "I Demoni di Urbino - La figlia del maresciallo" di Pasquale Rimoli

giugno 26, 2017


Buonasera lettori, oggi avrei dovuto postare prima questo articolo tuttavia sono stata all'Università per fare degli esami e quindi riesco solo ora a pubblicare il RELEASE PARTY dedicato al romanzo di Pasquale Rimoli, "I Demoni di Urbino - La figlia del maresciallo, uscito oggi ed edito dalla casa editrice La Ruota edizioni

I Demoni di Urbino - La figlia del maresciallo | Pasquale Rimoli
296 pag. | La Ruota edizioni
26 giugno 2017 | 12€ (cartaceo)

Un noir che racconta, attraverso l'indagine del capitano Sesti, gli aspetti "oscuri" di una città di provincia e di Giulia, la figlia del maresciallo, una ragazza tutt'altro che "semplice". Personaggi, vicende personali e corali trasportano il lettore nelle stradine ripide di Urbino, facendone gustare tutto il fascino di cui sono imbevute, in un mix fatto di arte, cultura, mistero e magia. Intrighi e devianze giovanili, amori puri e riti orgiastici, vite spezzate da un errore, oppure dalla tragica fatalità. Tutto prende il via da un efferato omicidio, nella buia notte di Halloween, che devierà il corso della vita degli abitanti del borgo.

L'autore. Pasquale Rimoli, nato a Policoro, è un filologo classico, attualmente impegnato nell'insegnamento di Lingua e civiltà italiana agli immigrati nella città di Matera. Da sempre amante della lettura e della scrittura (scrive, infatti, dall’età di sedici anni), con questo suo primo romanzo corona il sogno di pubblicare un giallo. È attivo nel sociale e nel volontariato, a contatto in particolar modo con il mondo degli adolescenti. È ideatore del blog Se le poesie potessero parlare, collaboratore del blog Storia Romana e Bizantina e redattore del giornale diocesano Logos.

ESTRATTO

"La Mercedes del capitano Sesti si fermò nei pressi della stazione Garibaldi, nella parte alta della città, quella custodita dalle mura. Mancavano tre quarti d’ora all’inizio del suo turno e decise di passeggiare lungo le caratteristiche stradine interne in pietra. Procedeva lentamente, come se stesse facendo quel tragitto per la prima volta, varcando i portali e, come un turista, fermandosi ad ammirarli. Erano strade che conosceva ormai a memoria, ma non lo avrebbero mai stancato: per lui ogni elemento caratteristico che riconducesse al passato era l’occasione per fare un tuffo in un’epoca antica. Immaginava i cavalieri, i cortei di nobili e dame, i giocolieri, ma anche la gente semplice, vestita con abiti caratteristici.
Quella mattina era accaduto, appena alzatosi dal letto, quando aveva rivisto l’immagine di Sara da lungo tempo, eccessivamente ma non senza ragione, partorita dalla sua mente in tutte le salse.
La vita, intanto, riprendeva a Urbino.
Le strade erano inondate di odori: il pane appena sfornato, i cornetti, il caffè… quegli odori riportavano Matteo al presente, e lui li attraversava con la consapevolezza che, in fin dei conti, niente era cambiato in sei mesi.
In quel periodo gli era capitato, sporadicamente, di camminare lungo quelle stradine e di percepire gli stessi odori senza, però, saggiarne appieno l’essenza. E non poteva essere altrimenti.
Non solo odori ma anche suoni. La gente s’incontrava, si salutava e si augurava una buona giornata. C’era chi aveva già da raccontare qualcosa avvenuto la sera precedente, chi era già al telefono alle prese con qualche problema, chi andava in bicicletta e faceva risuonare il campanello per non urtare qualche passante.
Urbino, a differenza di Matteo, non aveva dormito."

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